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Differenza tra stress, stress cronico e burnout

Come comabbere lo stress

Ci si può sentire stressati per diversi motivi, che spesso interagiscono tra loro, generando combinazioni difficilmente districabili.

Lo stress è una risposta del nostro corpo a pressioni esterne, ambientali, e/o interne, psicobiologiche e psicologiche. Le situazioni che possono generare stress sono quindi tante e diverse; non è possibile farne una lista esaustiva. A livello generale, nella vita adulta, tra le situazioni diffuse che producono stress ci sono: problemi finanziari e lavorativi, problemi relazionali, problematiche fisiche, emigrazione, cambiamenti improvvisi di vario ordine, l’essere parte di una minoranza e sperimentare pregiudizi.

ALCUNI MECCANISMI PSICOFISICI ALLA BASE DELLO STRESS

Quando ci troviamo davanti ad una minaccia effettiva e immediata, il nostro corpo produce un numero più elevato di cortisolo, chiamato anche “ormone dello stress”, attivando un complicato processo psicofisico che avvia una serie di funzioni automatiche, come l’aumento della pressione sanguigna.

Questo processo porta il corpo in uno stato chiamato “fight-or-flight”, attacco o fuga, che è molto utile davanti ad un pericolo immediato, risultando di solito adattivo in un primo momento. Quando questo stato corporeo, per diverse ragioni, permane nel tempo, determina uno stato di allerta continua che influenza negativamente processi fisici ed emotivi come la digestione, il ritmo sonno-veglia e l’umore. Con il tempo si genera un disequilibrio psicofisico che crea disagio nello svolgimento della vita quotidiana e nel vivere le relazioni.

Sul sito della Mental Health Foundation vengono presentati tra i possibili segnali di stress: ansia, paura, aggressività, tristezza, irritabilità, frustrazione, depressione. Se si hanno condizioni psicologiche preesistenti di difficoltà inoltre, nel caso in cui ci fossero stati dei miglioramenti, in periodi di maggiore stress queste possono riacutizzarsi.

In ogni caso, il benessere psicofisico diminuisce e lo stress può diventare cronico, ovvero parte della vita quotidiana per un periodo non breve di tempo. Lo stress cronico può generare conseguenze a livello fisico, emotivo, mentale e relazionale.

MIGRAZIONE E STRESS

Nel caso in cui si viva in un paese diverso da quello di origine, diverse esperienze possono risultare, a seconda dei casi, più facili o più complesse da gestire. Le condizioni migratorie possono avere effetti stressanti; come migranti si è infatti parte di una minoranza e ci si deve adattare a sistemi culturali e pratici nuovi.

È possibile che eventi e situazioni che nel contesto originario sarebbero stati vissuti in maniera più serena, durante l’esperienza migratoria possano generare un disequilibrio emotivo notevole. La persona può sperimentare disagio e mettere in questione dinamiche di appartenenza, scelte, relazioni. Ci può essere una diminuzione del livello di autostima, della percezione del valore personale e della sicurezza affettiva.

Se pensiamo poi alla migrazione in una città come Londra, di per sé caotica e stressante, diventa facile capire come possano essere tanti i fattori in grado di generare stress. In particolare, una metropoli come Londra è piena di stimoli di tipo diverso che possono risultare vantaggiosi ma anche avere un effetto negativo sulla salute, se non sono gestiti in maniera da preservare il proprio benessere.

STRESS E STRESS CRONICO

È bene non sottovalutare lo stress, e può essere utile fare una distinzione tra stress, stress cronico e burnout. Lo stress, a piccole dosi, ed in certe situazioni, può essere utile ad affrontare le sfide; ad esempio prima di un esame può portare a studiare bene. L’importante è che, una volta fatto l’esame, lo stress diminuisca significativamente.

Quando lo stress diventa cronico, invece, il corpo e la mente non riescono a tornare ad uno stato di equilibrio. I segnali diventano allora più evidenti e possono coinvolgere più facilmente anche aspetti fisici, inducendo per esempio mal di testa ricorrenti, problemi intestinali e del sonno, senso di esaurimento delle risorse fisiche e mentali. Lo stress cronico è uno stress continuo, spesso generato da situazioni diventate costanti, come una relazione tossica, un sistema di lavoro che sfrutta e non valorizza la persona, problemi finanziari che si protraggono per anni.

Molte situazioni mediche, finanziarie, relazionali ed emotive generate dalla pandemia da COVID-19 possono aver generato diversi tipi di difficoltà pratiche e psicologiche, aumentando così lo stress quotidiano, anche cronico.

IL BURNOUT

Il burnout è un concetto spesso utilizzato in relazione al sistema lavorativo, ma è applicabile anche ad altri ambiti. Quando lo stress anche cronico dura per un periodo piuttosto lungo, si può raggiungere un livello di esaurimento delle risorse fisiche e mentali che porta a stanchezza costante, perdita di motivazione e di senso, irritabilità, sbalzi di umore, sensazione di essere soli, senza speranza.

Il burnout è una forma di alienazione che fa sentire sconnessi, infelici, diminuisce l’autostima e il desiderio di fare.

La vita è spesso piena di impegni e può essere difficile capire che lo stress sta prendendo il sopravvento, generando una situazione duratura di malessere. Si può, però, lavorare sulla percezione di sé, del proprio corpo e delle proprie emozioni per gestirlo in maniera più consapevole, e prevenire un accumulo “tossico”.

RICONOSCERE I SEGNALI PERSONALI DI STRESS

L’idea di gestione dello stress a volte è usata in maniera individualistica, come se fosse solo responsabilità individuale gestire il proprio livello di stress in silenzio senza poter chiedere cambiamenti agli altri, a se stessi e nei contesti in cui si vive. Lo stress chiama in causa equilibri personali delicati e diversi da persona a persona, e situazioni sociali. Il livello personale e sociale sono in costante interazione, e a volte certi meccanismi e connessioni tra il personale e il sociale necessitano di cambiamento.

La migrazione spesso genera stress e, a volte, può generare un insieme di processi psicologici traumatici. È importante, specie se si vive in un paese nuovo, cercare di conoscere i propri segnali di stress. Questi, infatti, sono diversi da persona a persona e possono cambiare nel tempo per la stessa persona. Saper riconoscere i propri segnali di stress rende più facile gestirne le conseguenze e parte delle condizioni che lo creano, diminuendo il rischio che si trasformi in stress cronico e burnout.

È importante anche cercare di non sentirsi in colpa perché si è stressati, o perché non si è potuto fermare prima il ciclo che ha generato burnout e disagio. La vita contemporanea è molto complessa e tende spesso a richiedere più energie di quante se ne abbiano; diventa allora importante lavorare sui confini personali.

I modi per stare meglio variano da persona a persona, a seconda della situazione in cui ogni persona si trovi in un certo periodo della sua vita. Per diminuire lo stress, a volte può essere utile cambiare lo stile di vita, il modo di vivere le relazioni, migliorare la relazione con se stessi, cambiare lavoro, mettere fine a relazioni difficili, gestire i confini personali in maniera diversa e imparare a dire di no.

Può rivelarsi utile ricorrere all’aiuto delle body therapy e al supporto psicologico, che hanno ovviamente funzioni diverse; in alcuni casi gli effetti benefici di entrambe possono interagire positivamente.

Eleonora Bottini: psicologa di Changing Patterns, offre servizi di supporto online per chi vive in Italia e nel Regno Unito. In particolare: sostegno psicologico individuale, percorsi individuali mirati e laboratori di gruppo. Potete trovare più informazioni sul sito changingpatterns.net

Come richiedere la carta d’identità elettronica all’estero

Carta d'identità elettronica italiana estero

A partire dal 10 dicembre 2020 è possibile prenotare un appuntamento per richiedere la carta d’identità elettronica (CIE) dal formato simile a una carta di credito ovvero una tessera plastificata. La CIE è rilasciata dal Ministero dell’Interno italiano e viene inviato dall’Italia.

Dal 14 dicembre 2020 non sarà più possibile richiedere la carta d’identità cartacea (CIC). Le domande pervenute dopo tale data verranno respinte.

Cos’è la carta d’identità elettronica?

La carta d’identità elettronica è un documento d’identità valido per identificarsi e per muoversi all’interno dell’Unione Europea, di alcuni Stati Schengen (es. Islanda, Norvegia e Svizzera) e altri Stati con i quali sono stati raggiunti accordi bilaterali.

La carta d’identità elettronica (CIE) è una nuova carta d’identità sotto forma di una carta di plastica. Oltre a svolgere le stesse funzioni della versione cartacea, consente al titolare di accedere ai servizi on line delle Amministrazioni Pubbliche italiane.

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Chi può richiedere la carta d’identità elettronica?

Il Consolato Generale d’Italia a Londra può rilasciare la carta d’identità solo ai cittadini italiani legalmente residenti nella circoscrizione consolare di Londra, già registrati nella banca dati consolare e i cui dati anagrafici sono già presenti nell’AIRE. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – Registro degli Italiani residenti all’estero).

Coloro che non sono iscritti all’Anagrafe degli italiani devono prima effettuare la propria iscrizione all’AIRE e attendere, prima di presentare domanda, di essere iscritti in tale registro dal comune italiano competente. Per i cittadini italiani non iscritti all’AIRE, il rilascio della carta d’identità resta a carico del comune italiano di residenza ufficiale.

Ricorda, se hai cambiato il tuo indirizzo di residenza (diverso da quello comunicato all’Ufficio Consolare), potrai cambiarlo tramite il portale FAST IT prima di prenotare l’appuntamento.

Per iscriversi all’AIRE i cittadini italiani nati all’estero devono avere l’atto di nascita iscritto nei registri civili del comune italiano di riferimento.

Inoltre, per ottenere la CIE il tuo codice fiscale italiano deve essere stato validato dall’Agenzia delle Entrate. Se non sei in possesso di un codice fiscale o se non è stato convalidato, questo Consolato si occuperà della richiesta tramite l’Agenzia delle Entrate.

Quando posso richiedere la carta d’identità elettronica?

La CIE viene rilasciata solo:

  • A chi non ha altra carta d’identità in corso di validità;
  • A coloro che hanno una carta d’identità con validità inferiore a 6 mesi;
  • A coloro la cui precedente carta d’identità è stata smarrita, rubata o deteriorata (in questi casi la tariffa applicata è quella del DUPLICATO);
  • Questo Ufficio annullerà automaticamente gli appuntamenti se questi requisiti non sono soddisfatti.

Come si richiede una carta d’identità elettronica (CIE)?

La richiesta di tessera elettronica deve essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma Prenota online.

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Posso prenotare un appuntamento per i miei figli minorenni?

Sì. Durante la prenotazione del tuo appuntamento dovrai compilare il modulo per ogni persona che necessita della nuova CIE. Con una sola applicazione potrai prenotare un appuntamento per un massimo di 4 persone.

Posso prenotare un appuntamento per il mio coniuge?

No. Il tuo coniuge deve prenotare un appuntamento da solo.

Quali documenti devo presentare all’appuntamento per richiedere la carta d’identità elettronica?

Ogni candidato riceverà un’e-mail di conferma dell’appuntamento con un elenco di documenti che dovrà presentare.

Normalmente il richiedente deve presentarsi all’appuntamento con:

  • Fotografia biometrica formato tessera (recente, fotografia a colori in vista frontale su sfondo bianco, formato 35 x 45 mm);
  • Carta d’identità precedente. Se manca, un documento di riconoscimento (anche se scaduto) o due testimoni;
  • Modulo carta d’identità smarrita / rubata, se applicabile;
  • Consenso dell’altro genitore se il richiedente ha figli di età inferiore a 18 anni indipendentemente dallo stato civile del richiedente;
  • Il consenso di entrambi i genitori se il richiedente ha meno di 18 anni;
  • Carta di debito britannica per pagare in sterline britanniche.

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Cosa succederà all’appuntamento?

All’atto della nomina il funzionario consolare raccoglierà i documenti elencati al punto precedente, effettuerà l’identificazione del richiedente, elaborerà la sua fotografia e acquisirà le sue impronte digitali (ad eccezione dei candidati sotto i 12 anni).

Si ricorda che devono essere presenti anche i minori di 12 anni, perché devono essere identificati dall’ufficiale consolare.

Come ricevo la mia carta d’identità elettronica?

La CIE è emessa dal Ministero dell’Interno italiano e prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che la invia tramite raccomandata all’indirizzo di residenza dichiarato dal richiedente. Il richiedente potrà tracciare la consegna online tramite il codice di tracciamento fornito. In caso di mancata consegna, trascorso il tempo di sosta presso l’ufficio postale, il pacco verrà restituito all’ufficio consolare.

Come recuperare il PIN della carta d’identità elettronica?

I codici PIN e PUK sono necessari per utilizzare la Carta d’identità Elettronica come chiave di accesso ai servizi online delle Pubbliche Amministrazioni e dei privati.

In caso di smarrimento di uno o di entrambi i PIN della tua CIE, è possibile richiedere la ristampa in due modalità:

  • con la funzione “ristampa codici PIN e PUK” sull’app “CieID”, disponibile per smartphone Android e iOS dotati di interfaccia NFC. In questo caso, per la buona riuscita dell’operazione è necessario ricordare l’email o il numero di cellulare fornito all’operatore comunale al momento della richiesta del CIE.
  • rivolgendosi a qualsiasi Comune.

Per quanto tempo è valida la carta d’identità?

La validità della carta d’identità varia secondo gli accordi.

Cercare alloggio a Londra

Affittare casa mano con le chiavi

Quali sono le regole generali per cercare alloggio a Londra?

Partire per un altro stato con l’intenzione di viverci è un grandissimo passo. Non solo forgerà la tua persona, ma ti aiuterà a crescere personalmente e carrieristicamente.

Quando organizziamo il nostro viaggio, potrebbe essere una buona idea iniziare a familiarizzare con i siti internet che offrono alloggi. I siti principali sono, Gumtree e SpareRoom.

Su questi siti cercare una camera a Londra è generalmente gratuito, anche se sono disponibili pacchetti a pagamento che permettono di contattare le agenzie delle case appena messe a disposizione sul sito. Personalmente suggerisco di contattare prima tutte le case i cui annunci sono gratuiti ed eventualmente, spendere qualche sterlina per accedere alle case appena promosse online. Esiste infatti una categoria di annunci di case che è disponibile solo a chi ha sottoscritto un abbonamento. Quindi potrebbe accadere che rimangano disponibili solo gli annunci di case che non sono piaciute a nessuno. In ogni caso, verifica prima quelli gratuiti e solo dopo valuta se registrarti e pagare un pochino.

Una cosa sulla quale devi prestare particolare attenzione è effettuare pagamenti dall’Italia nei confronti di privati o agenzie di cui non hai alcuna informazione.

La ragione per la quale suggerisco questo è perché se non abbiamo dimestichezza con la lingua e se non conosciamo l’agenzia alla quale ci rivolgiamo, rischiamo di prenotare una stanza o casa senza che questa esista realmente. Infatti in alcuni siti (Gumtree in primis) è talvolta possibile imbattersi in annunci scam che sono dei veri e propri tentativi di rubarti dei soldi. Perché su Gumtree? perché è uno dei siti di annunci più famosi, preso d’assalto dai nuovi arrivati che risultano spesso essere facili prede.

TI TRASFERISCI NEL REGNO UNITO? CERCHI ALLOGGIO?

Ricerca Ora

Che tipo di alloggio posso trovare a Londra?

Londra è una grandissima città e quindi offre una scelta enorme, quindi ne deriva che potrai scegliere tra case di tipo totalmente diverso tra loro, a partire dalla stanza di dieci metri quadrati alla stanza doppia gigante, dalla stanza privata a quella condivisa, dalla casa indipendente alla palazzina con mille piani, dai costi accessibili a prezzi principeschi.

Insomma, Londra è davvero una giungla quando si tratta di affitti e non sempre riusciamo a districarci e a trovare l’alloggio che vorremmo.

Questo anche perché Londra è una città di passaggio il che rende il business delle case molto proficuo. Le stanze belle vanno via immediatamente e dobbiamo sempre essere all’erta per quelle nuove che troviamo sui siti. Mi è capitato di passare intere giornate a spulciare i siti quando cercavo una casa appena arrivato a Londra e ogni qualvolta abbia cambiato casa nel tentativo di trovare qualcosa di meglio.

Un pò così come con il lavoro, quando arriviamo in UK dobbiamo imparare ad adattarci alle difficoltà iniziali e una volta che saremo più pratici con il luogo e con la lingua l’inglese, vorremo cambiare appunto lavoro e casa, migliorando la nostra condizione iniziale.

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Ma andiamo per passi, cerchiamo di capire come dobbiamo comportarci per cercare una stanza

Il tipo di alloggio che cercherai dipenderà tanto dalla quantità di tempo che rimarrai in una città. Infatti se il tuo sarà un viaggio di breve durata allora probabilmente vorrai valutare hotel, ostelli e b&b, mentre chi decide di trasferirsi in una città nuova, avrà molta più convenienza nel cercare una dimora “fissa”.

Ecco una lista di possibili alloggi temporanei per viaggi di breve durata:

  • Hostel world: negli ostelli si paga poco, anche meno di £10 al giorno. I prezzi possono variare in base ai servizi offerti e alla zona. Negli ostelli condividi la stanza con persone che magari come te stanno cercando un altro alloggio o semplicemente sono in viaggio. Farai tante amicizie, è forse il modo più indicato per fare le primissime amicizie nella nuova città. Considero l’ostello un alloggio indicato per i più giovani in quanto hanno una capacità di adattamento maggiore.
  • B&B: i costi dei B&B sono anch’essi variabili in base ai servizi, zona e qualità del B&B stesso. Puoi iniziare con uno dei portali di più importanti al mondo, Booking, e trovare un alloggio tra i milioni a disposizione. Contrariamente all’ostello, il B&B mette a disposizione stanze private.
  • Hotel – i prezzi degli hotel sono tendenzialmente più alti di ostelli e B&B.
  • Airbnb: sempre più di moda ormai, affittare un appartamento privato o la stanza di un appartamento privato con Airbnb è una buona opzione. Ovviamente, anche qua, bisogna considerarlo come un alloggio temporaneo.
  • Homestay: un altro sito dove poter trovare il tuo alloggio. Molto simile a Airbnb.

Considera inoltre di cercare un alloggio iniziale di breve durata per poterti dedicare con più calma alla ricerca sia del lavoro che della stanza. Nota bene: il più delle volte è suggeribile cercare casa solo dopo aver trovato il lavoro. Vivere vicini al proprio posto di lavoro ti permetterà di risparmiare tempo (attraversare Londra con i mezzi potrebbe richiedere anche ben più di un’ora) e soldi (attraversare Londra con i trasporti cittadini potrebbe costare diverse centinaia di sterline al mese).

Come accennato in precedenza, esistono diversi siti internet dove è possibile cercare casa. I social sono ugualmente una buona fonte.

I più conosciuti e frequentati sono:

  • ERASMUSU: è la più grande comunità di studenti e professionisti internazionali in Europa. Potrai prenotare alloggi verificati in Inghilterra e disporrai anche di informazioni riguardanti città, università, destinazioni interessanti e forum per conoscere gente.

    COSA OFFRE ERASMUSU:

    1. Stanze in affitto per studenti e lavoratori: scegli solo tra alloggi “verificati”
    2. Assistenza personalizzata per cercare l’alloggio migliore: scrivi città, date e budget a nin@erasmusu.com
  • Facebook: esistono numerosi gruppi di affitto case su Facebook dedicati a tutto il Regno Unito. Entra su Facebook e utilizza come parole chiave di ricerca “nome città + affitto/rent/cerco casa” e altri sinonimi.
  • Gumtree: in assoluto il sito più frequentato (attenzione alla valutazione degli annunci, potresti trovare qualche scam)
  • SpareRoom: un sito ricco di annunci, consigliatissimo.
  • Rightmove: un altro sito pieno di annunci molto famoso.

Una volta identificata la camera o la casa che ci piace, inviamo una richiesta dal sito sul quale ci troviamo direttamente all’agenzia o privato che ha pubblicato l’annuncio e attendiamo risposta. Chiediamo un appuntamento e vediamo, coi nostri occhi, la casa.

È buona prassi quando chiediamo informazioni sulla casa, anticipare le richieste del padrone di casa, dando qualche piccola informazione su di noi (non entrare mai nei dettagli).

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Un esempio di richiesta potrebbe essere:

“Hi, my name is Mario. I saw your advert on Gumtree* and I would like to see the room. I am a single person**, I am Italian and I am 25 years old. I would like to live in the room for a minimum period of at least 6 months***. Would it be possible to book a viewing? Kind regards, Mario.”

*specifica il nome del sito dove hai visto l’annuncio e il suo titolo, potrebbe averlo su diversi siti.

** we are a couple – indica se siete più persone, magari appunto una coppia. Alcuni padroni di casa potrebbero non gradire coppie e quindi evita di perdere del tempo con chi poi vi dirà che non vi darà la casa perché siete in due.

*** se hai delle esigenze specifiche circa la lunghezza del contratto, specificalo: 6 mesi, 1 anno.

Viewing: cosa vedere e cosa chiedere

Quando andiamo a vedere la nostra stanza verrai sommerso dalle curiosità riguardanti la casa. Il tuo obiettivo sarà quello di chiedere più informazioni possibile. Ho provato a scrivere una lista per te:

  • Quanto pago di affitto? Ogni quanto lo pago?
  • Quanto deposito devo versare? 1 mese?
  • Quante persone vivono nella casa? single o coppie? di quale nazionalità? (potrà aiutarti a capire con chi andrai a vivere)
  • Le pulizie sono comprese?
  • Le bollette sono comprese?
  • Il mio deposito verrà protetto?
  • Quando si libera la casa?
  • Ci sono spese extra oltre deposito, affitto e bollette? (se non sono incluse)
  • Controlla che in camera abbia le cose principali quali lampada, armadio sufficientemente grande, caloriferi etc
  • Controlla che in cucina ci sia padellame sufficiente per tutti e soprattutto non arrugginito (eventualmente chiedi che ti comprino ciò che pensi manchi)

Note bene: qualsiasi cosa manchi nella casa, è giusto che tu lo chieda prima di firmare un contratto. Quando firmi un contratto stai confermando che sei felice della situazione attuale della casa a meno che non scopra in seguito che mancano maniglie dalle porte, che ci sono porte rotte o letti sfondati.

Puoi sempre contattare il sito Shelter o il sito Citizens Advice e chiedere informazioni e suggerimenti riguardanti le leggi che tutelano gli inquilini. Entrambi offrono un servizio gratuito di consulenza.

Le figure dalle quali puoi affittare sono generalmente privati (padrone della casa) della casa o agenzie. Se si tratta di privati è sempre bene cercare di ottenere un contratto di casa. Capita spesso che infatti un privato tenda a tralasciare l’aspetto legale. Assicurati di ricevere un contratto firmato e una conferma di protezione del deposito. Se si tratta di agenzie invece, effettua una piccola ricerca sull’agenzia. Le agenzie sono più precise dei privati, rilasciano sempre un contratto ma non sempre proteggono il tuo deposito. Se vuoi avere informazioni su cosa sia la protezione del deposito visita il sito gov.uk.

Ricapitolando, cosa fare e cosa non fare quando cerchiamo casa

To do:

  • Raggiungere la città e cercare un alloggio temporaneo.
  • Visitare i vari siti di case.
  • In contemporanea cercare lavoro.
  • Identificare la casa e chiedere appuntamento.
  • Effettuare una ricerca sull’agenzia.
  • Assicurarsi di ottenere un contratto.
  • Se stai affittando una stanza direttamente dal sito di una agenzia, assicurati di aver cercato qualche recensione su Google. È buona prassi prendere delle informazioni prima di effettuare alcun pagamento.

Not to do

  • Pagare senza vedere la stanza se stai affittando da un privato.
  • Evitare di pagare più mensilità assieme. Richiesto quando non hai alcuna referenza. Se non hai altre soluzioni, accetta solo se è un’agenzia.

Se ti è piaciuto l’articolo e vuoi condividere qualche spunto, scrivi nella sezione messaggi qua sotto.

Nuovo sistema di immigrazione: cosa devi sapere

VISA ingresso UK

Il Regno Unito sta introducendo un sistema di immigrazione a punti che entrerà in vigore il 1° gennaio 2021

Che cosa sono pre-Settled Status e Settled status?

Cosa sono pre-settled status e settled status?

Recentemente, sempre con maggior frequenza, leggiamo nei giornali informazioni sulla Brexit e delle eventuali nuove regole che andranno in vigore dal marzo 2019 e che riguarderà tutti i cittadini dell’Unione Europea.

Infatti, per poter vivere ancora nel Regno Unito dopo il Dicembre 2020, ogni cittadino Europeo dovrà aver fatto domanda per la residenza provvisoria o residenza permanente chiamate in Inglese pre-settled status e settled status. Maggiori informazioni le puoi trovare qua.

Quando puoi registrare la tua domanda?

È possibile presentare domanda a partire dal marzo 2019 e la data ultima è il 30 giugno 2021. È possibile tuttavia fare richiesta anche dopo giugno 2021 se stai raggiungendo la tua famiglia nel Regno Unito.

Quanto costa registrarsi per il pre-settled e settled status?

  • £65 per i maggiori di 16 anni di età;
  • £32.50 per i minori di 16 anni di età.

Nota bene: dal 30 marzo 2019 richiedere il Settled Status non ha più alcun costo. Se hai pagato in precedenza, puoi richiedere un rimborso totale.

Cosa si intende per residenza permanente e residenza provvisoria?

Ottenere la residenza provvisoria o permanente significa che puoi vivere in UK anche dopo il 31 dicembre 2020.

Cosa succede se ottengo la residenza permanente?

  • Puoi stare definitivamente nel Regno Unito;
  • Puoi fare domanda per la cittadinanza Britannica;
  • Potresti stare fuori dal Regno Unito per 5 anni senza perdere la residenza permanente.

Inoltre se avrai figli in futuro, questi saranno considerati cittadini Britannici.

Cosa succede se ottengo la residenza provvisoria?

  • Puoi stare nel regno Unito per altri 5 anni dalla data della domanda per la residenza provvisoria;
  • Puoi fare domanda per la residenza permanente se hai vissuto nel Regno Unito per almeno 5 anni e almeno 6 mesi di ogni anno in UK, conosciuta come residenza continua (gratuito);
  • Potresti stare fuori dal Regno Unito per 2 anni senza perdere la residenza provvisoria.

Inoltre se avrai figli in futuro, questi potranno fare domanda per la residenza provvisoria.

Quali sono i miei diritti una volta che la mia richiesta verrà accettata?

Avere la residenza provvisoria o permanente significa che puoi:

  • Registrarti al servizio sanitario nazionale (NHS);
  • Iscriverti ai corsi di studio o continuare a studiare;
  • Accedere ai fondi pubblici come benefici e pensione, sempre che tu sia eleggibile;
  • Portare in UK membri della tua famiglia entro il 31 dicembre 2020;
  • Viaggiare dentro e fuori il Regno Unito.

Per verificare la tua permanenza potrai accedere a un servizio online. Infatti non otterrai un documento fisico se sei un cittadino della Comunità Europea o se hai una carta biometrica che confermi la tua residenza.

Chi può fare domanda

Generalmente per fare domanda per una delle due residenze devi:

  • Essere un cittadino dell’UE o avere un famigliare parte della UE;
  • Hai vissuto in UK per almeno 5 anni (residenza continua);
  • Hai iniziato a vivere nel Regno Unito prima del Dicembre 2020.

Se hai vissuto meno di 5 anni in UK potrai fare richiesta della residenza provvisoria.

‘Continuous residence’

La residenza è chiamata continua (continuous residence in inglese) quando hai vissuto nel Regno Unito almeno 6 mesi di ognuno degli ultimi 5 anni.

Quindi, se hai vissuto almeno 5 anni nel Regno Unito potrai fare domanda per la residenza permanente, altrimenti potrai richiedere la residenza provvisoria.

Nota bene: L’attuale residenza permanente non sarà più valida dopo il 31 dicembre 2020. Potrai comunque facilmente convertire la tua attuale residenza permanente in settled status facendone semplicemente domanda.

Come richiedere la residenza

Sarà possibile fare richiesta della residenza a partire da marzo 2019. Il modulo di richiesta può essere compilato online e ottenere supporto via telefono o in persona.

Quali documenti ti servono

Per compilare il modulo hai bisogno dei seguenti documenti:

  • Conferma la tua identità (proof of identity);
  • Conferma dello stato della tua residenza in UK;
  • Documento che confermi il tuo stato di relazione con un membro della tua famiglia risiedente in UK se vivi fuori della EU.

Proof of identity

Dovrai fornire un passaporto o un documento di identità che potrai scannerizzare attraverso un cellulare o spedire tramite posta. in più dovrai anche inviare copia di una foto recente del tuo viso.

Proof of continuous residence

Se hai pagato delle tasse attraverso lavoro o benefici ricevuti potrai dimostrare di aver vissuto in UK grazie alla tua busta paga.

Potresti ricevere inoltre richiesta di fornire i seguenti documenti:

  • P60s o P45s;
  • Busta paga;
  • Estratto conto bancario;
  • Bollette a nome tuo;
  • Lettera scritta dal titolare del lavoro che confermi il tuo impiego;
  • Il timbro sul tuo passaporto che certifichi il tuo ingresso nel Regno Unito;
  • Biglietti aerei e del treno che confermino il viaggio verso il Regno Unito.

Se hai qualche domanda o semplicemente vuoi darci qualche suggerimento, scrivi nell’apposita sezione commenti qua sotto.